Giuseppe significa “obbediente a Dio”. Fino al V le immagini lo mostravano uomo “imberbe e molto giovane” anche perché i Vangeli sinottici non descrivevano le sue fattezze. Non così i Vangeli Apocrifi. E infatti dal VI secolo in poi fu permesso ai pittori di ispirarsi a tali Vangeli in cui è detto che Egli era “vecchio” (“aveva 89 anni quando sposò Maria e 111 quando morì” ). Da allora prevalse questa seconda immagine in quanto la Chiesa la ritenne capace di dare l’idea di uomo anziano, dolce, protettivo, casto e…,data l’età, non in grado di insidiare la verginità di Maria.
Nel XIV secolo la Chiesa lo elegge a simbolo di umiltà, obbedienza, silenzio, pazienza, temperanza, castità. Ciò rientrava nella politica di rilancio del “culto dell’umiltà” intesa come sottomissione al capo famiglia.
La data del 19 marzo venne fissata soltanto nel XVI secolo da papa Sisto V (1585-1590)ch e la introdusse nella liturgia cattolica. La festa divenne tanto popolare da essere inclusa dal 1621 tra le “feste comandate” (cioè universalmente obbligatoria). Nel contempo Giuseppe fu proclamato Santo Protettore dei poveri, dei deboli e degli oppressi. Non solo. Ma anche protettore dei falegnami, carpentieri, ebanisti, padri di famiglia, dei senzatetto, e… ci suona strano, pure dei Monti di pegno e dei ladri …
AUGURI A TUTTI I GIUSEPPE, compresi i ladri…di cuori (voglio essere buono).








