Non conoscevamo le merendine… (nocive). Una fetta di pane ed era subito un sorriso.
...SULLA VIA DEI CANTI
E il mondo entrò in casa, anche se in bianco e nero.
Non è un amarcord ma soltanto una istantanea di vita in cui facevamo scambi (mercanteggiando?) sforzandoci di essere attenti nel valutare il valore ideale di una ‘figurina’, che ad averla segnava comunque un punto in più di orgoglio.
“Pecunia non olet” (il danaro non puzza), replicò l’imperatore Vespasiano al Senato che si opponeva all’introduzione alla tassa sulle urine pubbliche. Tassa indecente! impopolare! protestavano i senatori. Ma le orine contenevano ammoniaca, utile ai conciatori e ai tintori per la lavorazione dei loro prodotti, pelle e tessuti. Allora perché non tassarle? L’imperatore tenne duro ed emanò il decreto valido peer tutto l’impero.
A Roma i “vespasiani” resistettero fino agli anni Ottanta del secolo scorso, ma ormai gratis e con le urine scaricate nella cloaca pubblica. Quanto aveva ragione Vespasiano: ‘il danaro non puzza…mai.
p.s. – Mio fratello, monsignore, diceva “Il danaro è lo sterco del demonio”, ma spiritoso aggiungeva : “Quanto mi piacerebbe puzzare molto!”
Eravamo amici. Ed eravamo allegri. Forse un po’ pazzi per il quel gioiellino appena inventato e da noi sognato. La Vespa!...Emozionate solo a guardarla. Ancora di più a fare un giro. In uno o in cento mila… Senza casco. E cos’era? Senza assicurazione. A che serviva? Eravamo tutti centauri immortali.
Non ho più l’età per farlo… Costruivo “lu carruzz’” con gli amici. Gareggiavo con gli amici coi loro ‘carruzz’. Litigavo con gli amici per qualche centimetro alla vittoria. Facevo pace, anzi, facevamo pace per ricominciare … a spronarci, a insultarci, a rappacificarci. Non rimpiango nulla. E’ solo un ricordo di un tempo che dovevo vivere…per crescere.
I maschietti mi perdoneranno questa foto tutta “francese”, spiritosa, che mette allegria (spero). E’ tempo di vacanze, sorridiamo! Se poi qualcuno arriccia il naso perché l’immagine allude a una “diminutio capitis….maxima!” beh, allora….…
(consultare il vocabolario italiano-francese)
SUPERSTZIONI.4: sull’ACQUA – Sono davvero tante le S. legate a “sorella acqua”. Pensate che perfino o Manzoni per scaramanzia non passava mai sul bagnato!
Per secoli si è creduto che - se bevuta dai buchi di un albero ritenuto “sacro” si guariva dal mal di gola; – se attinta dalla fontana a mezzanotte faceva cessare le eruzioni cutanee; –non berla di notte se prima non si soffiava tre volte dentro il bicchiere per scacciare il diavolo che vi era dentro e quindi dormire serenamente. – nnon si doveva brindare mai con l’acqua, pena un affollarsi di pidocchi in testa. – era necessario asciugare l’acqua versata per evitare di attirare la morte.
Le venivano poi assegnate delle qualità specifiche legate al calendario. - L’”Acqua di marzo”: utile a migliorare la pelle del viso; a eliminare i parassiti dal corpo. Lavarsi con l’acqua ricavata da una nevicata di marzo migliorava la vista e guariva dagli eczemi.
L’”Acqua di maggio”: bevuta il 1° maggio guariva dai mali dello stomaco. Ma bisognava berla al sorgere dell’aurora direttamente da una sorgente.
L’“Acqua di Pasqua”: l’individuo che si faceva il bagno in un ruscello o in fiume all’alba del giorno della festa non sarebbe stato ammalato durante l’anno.
L’”Acqua del mulino”: una convinzione nata nel Medioevo e protratta fino all’Ottocento riteneva che un individuo con la pelle malata (infezioni, ustioni, funghi, eccetera) per essere risanato doveva acquistare una pentola nuova, indossare una camicia pulita, recarsi all’alba al mulino da solo e non visto, attingere con la pentola l’acqua che scende nella gora e con essa lavarsi tutto il corpo.
SOGNARE di bere acqua significa che si subirà qualche infedeltà in amore: -- sognarla calda indica che presto si conosceranno i tormenti della gelosia; -- l’acqua stagnate preannuncia un incidente; --- se è sporca, presto si starà ammalati; --- se è limpida, arriveranno buone notizie.
Le superstizioni legate al vino sono tante. Ne dico alcune. In Basilicata e nelle altre culture agrarie si usava lavare il neonato col vino per augurargli una vita fortunata (io non sono stato lavato…).
– Se accidentalmente si rovescia un po’ di vino sul tavola tutti sorridono perché ciò è ritenuto segno di buon augurio (ancora oggi). - Quando in un bicchiere di vino si forma un cerchio di schiuma, vuol dire che il bevitore/bevitrice riceverà un regalo inaspettato o un bacio sospirato. – Se una botte viene colpita da un fulmine il vino diventa acido o addirittura tossico. - Bere vino acido fa venire i pidocchi. - - Per vincere la dissenteria bisogna bere molto vino con carne di manzo cruda. Per i più poveri basta vino e trippa di manzo. - Considerato come efficace ricostituente, lo si mischia con sangue di bue e bevuto nelle notti di luna piena. - E’ afrodisiaco? Certamente! Se mischiato a valeriana e bevuto un quarto d’ora prima del rapporto sessuale (la buona pillola blu per contadini arzilli di un tempo… ). Anticoncezionale? Anche. Bisogna mischiarlo con duecento grammi di prezzemolo e berlo d’un fiato (non c’ era ancora la pillola del giorno dopo…).