...SULLA VIA DEI CANTI
I maschietti mi perdoneranno questa foto tutta “francese”, spiritosa, che mette allegria (spero). E’ tempo di vacanze, sorridiamo! Se poi qualcuno arriccia il naso perché l’immagine allude a una “diminutio capitis….maxima!” beh, allora….…
(consultare il vocabolario italiano-francese)
SUPERSTZIONI.4: sull’ACQUA – Sono davvero tante le S. legate a “sorella acqua”. Pensate che perfino o Manzoni per scaramanzia non passava mai sul bagnato!
Per secoli si è creduto che - se bevuta dai buchi di un albero ritenuto “sacro” si guariva dal mal di gola; – se attinta dalla fontana a mezzanotte faceva cessare le eruzioni cutanee; –non berla di notte se prima non si soffiava tre volte dentro il bicchiere per scacciare il diavolo che vi era dentro e quindi dormire serenamente. – nnon si doveva brindare mai con l’acqua, pena un affollarsi di pidocchi in testa. – era necessario asciugare l’acqua versata per evitare di attirare la morte.
Le venivano poi assegnate delle qualità specifiche legate al calendario. - L’”Acqua di marzo”: utile a migliorare la pelle del viso; a eliminare i parassiti dal corpo. Lavarsi con l’acqua ricavata da una nevicata di marzo migliorava la vista e guariva dagli eczemi.
L’”Acqua di maggio”: bevuta il 1° maggio guariva dai mali dello stomaco. Ma bisognava berla al sorgere dell’aurora direttamente da una sorgente.
L’“Acqua di Pasqua”: l’individuo che si faceva il bagno in un ruscello o in fiume all’alba del giorno della festa non sarebbe stato ammalato durante l’anno.
L’”Acqua del mulino”: una convinzione nata nel Medioevo e protratta fino all’Ottocento riteneva che un individuo con la pelle malata (infezioni, ustioni, funghi, eccetera) per essere risanato doveva acquistare una pentola nuova, indossare una camicia pulita, recarsi all’alba al mulino da solo e non visto, attingere con la pentola l’acqua che scende nella gora e con essa lavarsi tutto il corpo.
SOGNARE di bere acqua significa che si subirà qualche infedeltà in amore: -- sognarla calda indica che presto si conosceranno i tormenti della gelosia; -- l’acqua stagnate preannuncia un incidente; --- se è sporca, presto si starà ammalati; --- se è limpida, arriveranno buone notizie.
Le superstizioni legate al vino sono tante. Ne dico alcune. In Basilicata e nelle altre culture agrarie si usava lavare il neonato col vino per augurargli una vita fortunata (io non sono stato lavato…).
– Se accidentalmente si rovescia un po’ di vino sul tavola tutti sorridono perché ciò è ritenuto segno di buon augurio (ancora oggi). - Quando in un bicchiere di vino si forma un cerchio di schiuma, vuol dire che il bevitore/bevitrice riceverà un regalo inaspettato o un bacio sospirato. – Se una botte viene colpita da un fulmine il vino diventa acido o addirittura tossico. - Bere vino acido fa venire i pidocchi. - - Per vincere la dissenteria bisogna bere molto vino con carne di manzo cruda. Per i più poveri basta vino e trippa di manzo. - Considerato come efficace ricostituente, lo si mischia con sangue di bue e bevuto nelle notti di luna piena. - E’ afrodisiaco? Certamente! Se mischiato a valeriana e bevuto un quarto d’ora prima del rapporto sessuale (la buona pillola blu per contadini arzilli di un tempo… ). Anticoncezionale? Anche. Bisogna mischiarlo con duecento grammi di prezzemolo e berlo d’un fiato (non c’ era ancora la pillola del giorno dopo…).
– Ogni mattina vedo al bar un signore – panciuto e barbuto - sedersi al tavolino e sorseggiare una birra, lentamente. Ha la pelle chiarissima, da anemico. La guardo e puntualmente mi viene un pensiero un po’ malizioso: forse è lavata con la birra. Che male c’è? Lo facevano le donne dell’antico Egitto per avere la pelle più chiara e più bella.
Nel Medioevo invece le nobildonne un po’ attempate aspettavano con ansia Capodanno per bere molta birra. Tanta! Credevano, o facevano finta di credere, che essa le avrebbe ringiovanite di qualche anno (una scusa per una bella ciucca? forse…)
Anche i poveracci del borgo medievale ne bevevano a iosa ma soltanto il martedì grasso perché erano convinti di allungare così la propria vita (illusione utile per giustificare? forse…).
Nei tempi delle streghe per non finire loro preda, prima di bere la birra bisognava soffiare via la schiuma bianca perché simile alla schiuma che usciva dalle loro bocche, espressione della rabbia contro gli uomini…(diceria maschilista…)
Il Rinascimento per il mal di stomaco prescriveva: arroventare un ferro di cavallo, immergerlo in una ciotola di birra e bere subito, caldissima (meglio di un malox, chissà…).
Sognare di bere birra portava male: presagiva litigi in famiglia…
E ancora: si sa, bere in compagnia mette allegria, ma se una ragazza del gruppo inavvertitamente rovesciava sul tavolo un bicchiere di birra ciò voleva dire che lei avrebbe avuto un figlio illegittimo (preavvisi utili? chissà…).
Nel mondo contadino c’era una ricetta curiosa: una vipera ti mordeva? Per guarire bastava bollire nella birra alcune foglie di frassino e quindi bere l’intruglio tutto di un fiato (chissà se era efficace anche contro i morsi della suocera…)
I FAGIOLI. Chi non li conosce? Mangiati, ci danno suoni allegri e profumi non proprio al ciclamino. Sono stati sempre popolari tanto da essere chiamati “la bistecca dei poveri” per la loro ricchezza di proteine e carboidrati. Ma sono stati anche caricati di molte superstizioni popolari. Ne cito alcune.
Nella storia: presso gli Egizi erano simbolo di immortalità e perciò venivano messi nelle tombe. I Romani li gettavano nel fuoco per tenere lontano il malocchio. In Scozia portavano al collo collane di fagioli per il timore di stregonerie; e quando appesi al collo di un bambino diventavano neri significava che presto sarebbe sopraggiunta una malattia. Ancora oggi in Inghilterra dire “I will give him beans (gli darò dei fagioli) significa augurare del male a una persona.
In positivo venivano usatati per guarire calli e verruche: bastava strofinarceli sopra e poi seppellirsi sotto la grondaia.
Una ragazza innamorata di un giovane per conquistarlo metteva sette fagioli nella strada da lui solitamente percorsa in modo che passando li calpestasse senza accorgersene . La stessa cosa faceva per riconquistare l’innamorato infedele (funzionava? Bah! Mi accorgo che molte strade sono piene di fagioli…).
C’era anche chi pensava male di questi legumi: sognarli, presagiva discordia e miseria; - chi NON li mangiava nella vigilia di Natale sarebbe diventato un asino (non si usa più mangiarli, peccato…….)