– Ogni mattina vedo al bar un signore – panciuto
e barbuto - sedersi al tavolino e
sorseggiare una birra, lentamente. Ha la pelle chiarissima, da anemico. La
guardo e puntualmente mi viene un
pensiero un po’ malizioso: forse è
lavata con la birra. Che male c’è? Lo facevano
le donne dell’antico Egitto per avere la pelle più chiara e più bella.
Nel Medioevo invece le
nobildonne un po’ attempate aspettavano
con ansia Capodanno per bere molta birra. Tanta! Credevano, o facevano
finta di credere, che essa le avrebbe ringiovanite
di qualche anno (una scusa per una bella ciucca? forse…)
Anche i poveracci del borgo medievale ne bevevano a iosa ma soltanto
il martedì grasso perché erano convinti
di allungare così la propria vita (illusione utile per giustificare? forse…).
Nei tempi delle streghe per non finire
loro preda, prima di bere la birra bisognava
soffiare via la schiuma bianca perché
simile alla schiuma che usciva dalle loro bocche, espressione della rabbia
contro gli uomini…(diceria maschilista…)
Il Rinascimento per il mal di
stomaco prescriveva: arroventare un ferro di cavallo, immergerlo in una ciotola di birra e bere subito,
caldissima (meglio di un malox, chissà…).
Sognare di bere birra portava
male: presagiva litigi in famiglia…
E ancora: si sa, bere in
compagnia mette allegria, ma se una
ragazza del gruppo inavvertitamente rovesciava sul tavolo un bicchiere di birra
ciò voleva dire che lei avrebbe avuto un figlio illegittimo (preavvisi utili? chissà…).
Nel mondo contadino c’era una
ricetta curiosa: una vipera ti mordeva? Per guarire bastava bollire nella birra
alcune foglie di frassino e quindi bere l’intruglio tutto di un fiato (chissà
se era efficace anche contro i morsi della suocera…)