sabato 28 febbraio 2026

UNO, MONTO LA LUNA

 

 
Posso pensare con nostalgia a questo gioco della mia prima adolescenza? Saltare in groppa a un altro: ‘uno, monto la luna….’
Posso pensare alle tante risate che ci facevamo anche per le cose più semplici?
Posso pensare agli spintoni dati per una gaia prepotenza?
Posso pensare alle sbucciature alle ginocchia per le partitine col pallone di pezza?
Posso pensare alla gragnola di pugni date per tenere a bada il galletto di turno?
Eravamo tutti galletti, è vero, o forse volevamo essere tali, ma non sopportavamo chi voleva essere gallo cedrone per dominarci.
Stanchi dei giochi, facevamo capannello per parlare della scollatura dell’attrice ‘bbbona’ vista nell’ultimo film. Che petto! Fantastico! Ed ancora più fantastici erano i nostri commenti fatti sottovoce. Sempre sottovoce, certo, per non apparire screanzati a chi ci poteva sentire per caso. E quei commenti erano sempre maliziosi e di solito preludi dei primi esercizi solitari del sesso nascente.
 
Che meravigliosa adolescenza folle!

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