giovedì 2 aprile 2026

VENERDI SANTO

 

Ragazzo, andai a Barile per vedere la processione del Venerdì Santo. Guardai  sfilare i molti personaggi  uno dietro l’altro e  “spiai” a lungo  quelle figure che  attiravano la mia attenzione.

Il  “Buon Ladrone”, per esempio,  col suo pesante cilindro sulle spalle. Non capii cosa volesse significare. Un  vecchio contadino col volto scavato dal sole e dalla pioggia mi sussurrò che quell'uomo rassomigliava a noi coi nostri peccati  aggrappati alle spalle e non ci lasciano mai. I peccati!...

Fissai il petto  generoso della “Zingara” carico di ori. Non distinsi  tra la  preziosità dell'oro e la dolcezza di un seno perché ancora non conoscevo l'ingordigia  dei sensi. I sensi!...

 Spiai “Gesù” col suo pallore estremo di un estremo dolore  e rigato di sangue e piegato sotto il peso della croce. Rimasi attonito alle sue tre  cadute rituali rese drammatiche dal silenzio assoluto e devozionale della folla. La sofferenza!...

Lo spirito di quelle “spiate”  si insinuò fin dentro le  midolla. Tornai a casa tutto confuso.

Ero ragazzo.

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