venerdì 16 gennaio 2026

CARNEVALE CRUDELE


 Erano davvero  crudeli  alcuni  “giochi”  del 17 gennaio! Ma era la festa di sant’Antonio Abate messo a capo del carnevale. E il carnevale doveva  cominciare. Si facevano  in Basilicata fino a metà degli anni Sessanta del ‘900. Ne narro uno soltanto.

Un capretto  infiocchettato veniva  appeso a testa in giù.  Roncola in pugno  e urlo in gola, un primo  concorrente montava a pelo un giovane asino spronato da frusta e grida ‘iah! iah!!’ di un ragazzo. L’asino galoppava verso la vittima belante di paura e il cavaliere roteava la roncola per staccargli  la testa in un colpo solo. Ma non ci riusciva. Non era  poi facile! Subito un secondo galoppava urlando per assestare un altro colpo crudele. Falliva pure lui. Un terzo riusciva a far penzolare  quella testa piena di fiocchi che non voleva staccarsi e belava straziante! Però gli umani  tifavano da stadio. Umani? Un quarto,  un quinto o forse un sesto finalmente assestava il colpo di grazia. La testa  cadeva e il vincitore la sollevava in alto sanguinolente tra grida di giubilo sicuramente selvagge. Anche i ragazzini saltellavano  eccitati. Soltanto l’asino stremato piangeva per le frustrate prese. Molte.                                                                             

 Il trofeo era stato conquistato. Il “gioco”  era finito. Il carnevale  cominciato.

Al vincitore andava la testa del capretto dagli occhi ancora pieni di terrore. Testa infiocchettata per la  morte. Il suo corpo  era  messo all’asta per la festa in onore di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali… dalle malattie ma non dalla brutalità degli umani!

 

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