martedì 7 gennaio 2025

BEFNA

 


CARBONE NERO -Alle cinque del mattino già ci svegliavamo pieni d’ ansia per la calza appena la sera prima accanto al camino. Davamo per certo che la Befana fosse passata ma…cosa ci aveva lasciato? Prima di scattare dal letto ed essere punti dal freddo della stanza – nn c’erano ancora i termosifoni – ciascuno di noi figli faceva una segreta e breve riflessione sull’ultima mancanza commessa e ovviamente ciascuno si metteva la testa nella sabbia per autoassolversi. Ma spietate – forse esagero – le calze penzolavano mute piene e immobili. Ma di cosa? Mia sorella Eva prese la sua e la svuotò: due mandarini, tre caramelle, un paia di calze bianche. E fu contenta. Anche mio fratello Donato fu contento per i suoi due mandarini, tre caramelle e uno scatolo di matite colorate. A lui piaceva disegnare . e come disegnava! – (da adulto divenne pittore) . Aldo, l’altro mio fratello, oltre ai soliti mandarini e caramelle trovò la biografia di un santo, non ricordo di chi. Giusto, lui voleva far prete. Quindi tre calze tutto ‘personalizzate’ come si dice oggi. E a me? Anche la mia calza conteneva un regalo personalizzato: due pezzi di carbone e una caramella. Cosa potevo pretendere di più? Avevo portato la pagella trimestrale di quinta elementare con un 4 in matematica. Non perdonabile nonostante i i 7 e 8 nelle altre materie. Non piansi per orgoglio e non migliorai di molto in matematica restando sempre una schiappa.

A sera quando già ero a letto, mia nonna si accostò in silenzio e infilò la sua mano sotto il lenzuolo per lasciare due biscotti – fatti in casa – e il libro delle fiabe di Anderson. Forse per permettermi di sognare .

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