I FAGIOLI. Chi non li conosce? Mangiati, ci danno suoni allegri e profumi non proprio al ciclamino. Sono stati sempre popolari tanto da essere chiamati “la bistecca dei poveri” per la loro ricchezza di proteine e carboidrati. Ma sono stati anche caricati di molte superstizioni popolari. Ne cito alcune.
Nella storia: presso gli Egizi erano simbolo di immortalità e perciò venivano messi nelle tombe. I Romani li gettavano nel fuoco per tenere lontano il malocchio. In Scozia portavano al collo collane di fagioli per il timore di stregonerie; e quando appesi al collo di un bambino diventavano neri significava che presto sarebbe sopraggiunta una malattia. Ancora oggi in Inghilterra dire “I will give him beans (gli darò dei fagioli) significa augurare del male a una persona.
In positivo venivano usatati per guarire calli e verruche: bastava strofinarceli sopra e poi seppellirsi sotto la grondaia.
Una ragazza innamorata di un giovane per conquistarlo metteva sette fagioli nella strada da lui solitamente percorsa in modo che passando li calpestasse senza accorgersene . La stessa cosa faceva per riconquistare l’innamorato infedele (funzionava? Bah! Mi accorgo che molte strade sono piene di fagioli…).
C’era anche chi pensava male di questi legumi: sognarli, presagiva discordia e miseria; - chi NON li mangiava nella vigilia di Natale sarebbe diventato un asino (non si usa più mangiarli, peccato…….)

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